Sono da sempre stato appassionato di contenimento dei consumi e di aumento dell’efficienza, mirando all’ottenimento della tanto desiderata autonomia energetica.

Questa passione ha fatto si che, dopo anni di studio non solo tecnico ma anche di soluzioni commerciali integrate, mi tuffassi in un’esperienza per me unica: due anni di lavoro sul campo per la progettazione prima (ovviamente in BIM!) e la minuziosa realizzazione poi (le maestranze mi avranno odiato!) di due villette in classe A4.

Ovviamente, quando vi parlo di classe A4 intendo quella “vera”, non quella dichiarata dal costruttore o da me progettista (è ovvio che l’oste dirà che il vino è buono!!!): la valutazione è stata fatta direttamente dall’Arpa, quindi da ente terzo non coinvolto nella progettazione-realizzazione.

L’esperienza di cui vi parlerò (abbondantemente in futuro, per ora solo “in bozza”) non è di un lavoro realizzato conto terzi ma, credendo fortemente nell’argomento, proprio della realizzazione di casa mia e di quella di mio fratello: non solo lavoro quindi ma esperienza quotidiana di vita avvolto da tecnologia e automatismi, proprio per valutarne sulla pelle (e nel portafoglio…) sia le reali perfomance che i “desiderata” traditi, la reale fatica nella manutenzione di questi impianti e il beneficio reale.

Vi racconterò in modo lineare, semplice e concreto tutti i processi che hanno portato alla realizzazione di edifici che:

non sono connessi al gas;

non consumano acqua fornita dall’acquedotto;

producono autonomamente la corrente che consumano (rivendendo quella prodotta in eccesso);

alimentano l’automobile elettrica azzerando le spese di benzina e tagliandi;