
Altra mia passione è l’automatizzazione dei processi.
L’utilizzo della Domotica però, per me, è legata al pragmatismo e non alla “meraviglia” fine a se stessa: ad esempio la tecnologia ci deve poter aiutare nella gestione quotidiana e non si deve limitare a permetterci solo di dare ordini spiccioli con Alexa o Google (cosa che è sempre fattibile, fa tanto presa sul cliente, ma è poco interessante per me).
Scopo tangibile di una corretta progettazione domotica dovrebbe riguardare piuttosto attività del tipo:
– comprendere quali siano in quel momento i singoli elettrodomestici che stanno richiedendo energia e poterne programmare il funzionamento per ottimizzare la corrente autoprodotta, migliorando così a dismisura il rendimento della progettazione in Classe A4;
– creare in proprio un sistema di videosorveglianza con rilevazione del movimento umano e registrazione del filmato sul Cloud, con invio dell’allarme a uno o più cellulari;
– impostare degli scenari per simulazione della presenza in casa, evitando di creare scenari ripetuti che possano essere facilmente osservati da malintenzionati;
– far diventare il proprio cellulare (e quello dei famigliari) il telecomando universale della propria abitazione, in modo da poter lasciare a casa mille telecomandi diversi: ingressi, cancelli, garage;
– derivare il videocitofono sul proprio cellulare o su quello di più famigliari quando non si è in casa o se non si vuole proprio creare un sistema di videocitofonia;
– …
Il tutto ovviamente anche comandabile con Alexa o affini.
I brand delle apparecchiature che ho selezionato nel tempo per caratteristiche di integrazione offerte, stabilità di funzionamento e rapporto costo/performance, con i quali progetto e realizzo gli impianti domotici, sono:


